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la 75 hard challenge ti cambia per sempre

Ho iniziato la 75 Hard pensando fosse una sfida.


L’ho finita scoprendo che era un percorso.


L’ho ripetuta scoprendo che era identità.


L’ho superata scoprendo che era solo l’inizio.


Settantacinque giorni consecutivi.



75 .




Nessuna scusa, nessun rinvio, nessun compromesso.Ogni giorno due allenamenti, ogni giorno disciplina alimentare, ogni giorno lettura, idratazione, consapevolezza, lavoro, padre, uomo.Senza saltare nulla. Mai.


Ma la verità è che la mia storia non inizia con i 75 giorni consecutivi.Inizia con i primi 35.Con quel fallimento che molti dimenticano e che io invece considero la parte più preziosa del viaggio.

Perché senza quei 35 giorni non avrei mai fatto i 75. Senza la caduta non avrei mai costruito la versione di me che oggi scrive queste parole. Il primo ciclo è stato la prova generale. Il secondo è stato la dichiarazione.



Trentacinque più settantacinque fanno centodieci.Centodieci giorni di guerra.Centodieci giorni di identità costruita, levigata, forgiata nel fuoco delle abitudini quotidiane.Centodieci giorni in cui la disciplina è diventata parte di me, qualcosa che non si spegne quando finisce il programma.

Molti credono che la forza mentale sia un dono. Io ho capito che è un muscolo.

Lo alleni, lo rompi, lo ricostruisci.E più lo metti alla prova, più ti stupisce.Perché dopo un po’ smetti di chiederti se hai voglia: fai quello che devi fare.Punto.


La sveglia presto.Le corse in solitaria. La bici in salita.Le sessioni in palestra quando il mondo dorme.Lo yoga sul tappetino consumato. Il bagno nel fiume a novembre, quando l’acqua taglia le gambe. La lettura serale. Il cibo mangiato non per gola, ma per funzione.L’integrità sulle piccole cose, quelle che nessuno vede e che fanno la differenza.


Giorno dopo giorno ho smesso di “fare la challenge”.


Ho iniziato a vivere come il tipo di uomo che chiude le sfide.


E questo cambia tutto.


le regole della 75 Hard Challenge
le regole della 75 Hard Challenge

Perché quando la disciplina entra dentro di te, non hai più bisogno di raccontarlo. Si vede da come ti muovi.Da come ti alleni.Da come lavori.Da come mangi.Da come respiri.Da come reagisci quando la vita ti testa.


Molte persone finiscono il 75 Hard e tornano esattamente uguali a prima.


io non ci tornerò più.Perché non ho fatto 75 giorni. Ne ho fatti 110.E quando superi quel confine, quando resti fedele a te stesso per così tanto tempo, quando ti dimostri che la mente non comanda più il corpo, ma è il corpo a trascinare la mente… allora non torni più indietro.


Questi 110 giorni non sono un trofeo.Non sono merito.Non sono motivazione.Sono una base.Una porta.Un nuovo inizio.


La disciplina non è un limite: è libertà.


La forza non è violenza: è coerenza.


La trasformazione non è estetica: è esistenziale.


Sono entrato nel 75 Hard per cambiare la mia vita. Ne sono uscito cambiato io.


Adesso non è il momento di festeggiare.È il momento di costruire.Di crescere.Di andare oltre.Di usare ciò che ho imparato.Di diventare, ogni giorno, un centimetro migliore.


Non sono più nella challenge.Non ho più bisogno della challenge.

La disciplina è diventata parte della mia identità.

E questa… non finisce mai.





110 GIORNI: LA MIA TRASFORMAZIONE RADICALE (E PERCHÉ NON TORNO PIÙ INDIETRO)




Non sai mai quando la tua vita sta per cambiare. A volte non succede con un grande evento, ma con una decisione minuscola che non vede nessuno.


La mia è stata questa: iniziare il 75 Hard.


Non lo sapevo ancora, ma quella scelta avrebbe dato origine a 110 giorni di guerra personale, un percorso così intenso da stravolgere il mio modo di pensare, mangiare, allenarmi, dormire, lavorare, respirare e vivere.


Quando ripenso al punto di partenza, vedo un uomo che voleva cambiare, ma non sapeva ancora il prezzo.Volevo più energia, più presenza, più lucidità, più forma fisica, più disciplina.


Volevo essere un esempio per mio figlio.Volevo sentirmi padrone della mia vita, non passeggero.


E così ho iniziato.


un giorno arriva un e-mail di Efficacemente il corso che sto facendo e c'era scritta una frase del creatore della 75 Hard andy frisella


Ciao Cristian



Lunedì = Newsletter di EfficaceMente


L'altro giorno, Andy Frisella (l'ideatore della challenge #75hard), ha pubblicato una story che ho adorato.



Te la voglio condividere perché è davvero potente:


"Una cosa che devi capire è che qualcosa dentro di te deve morire affinché qualcosa di più grande possa prender vita:



Il vigliacco che resta zitto davanti alle ingiustizie.

Quello che fa di qualsiasi cosa un dramma.

Quello che cerca sempre delle scorciatoie.

Il bisogno di essere compreso da tutti.

Il bisogno di avere sempre ragione.

L’incapacità di essere vulnerabile.

Quello che fa sempre la vittima.

Quello che trova sempre scuse.

Quello che vuole piacere a tutti.

Il procrastinatore.

La falsa umiltà.

L’egomaniaco.

Il pettegolo.

Il saputello.

Il bugiardo.

il cinico.

Il pigro.


Se vuoi qualcosa di diverso nella tua vita da ciò che hai oggi, allora devi essere disposto a seppellire le parti di te che non ti stanno aiutando.


Devi essere disposto a pagare il prezzo...


...e quel prezzo, a volte, è la versione attuale di te."



Parole forti, che fanno però riflettere.



Quali comportamenti, cattive abitudini e atteggiamenti devi lasciare morire Cristian, affinché qualcosa di più grande abbia finalmente il giusto spazio per nascere nella tua vita?



Prendi un foglio di carta e fai una lista dettagliata delle parti di te che intendi lasciare andare.



Metterle nero su bianco può essere un gesto catartico. Non sottovalutarlo.



Buona settimana,



ci leggiamo lunedì prossimo.



Andrea Giuliodori.

tutto iniziò da quel messaggio!


Il primo ciclo è stato un fuoco di entusiasmo: 35 giorni dove facevo tutto quello che c’era da fare. Due allenamenti al giorno, lettura, acqua, niente junk food, niente alcol, niente scuse.

Ma il primo percorso è servito a farmi vedere i miei limiti.Ho sbagliato una regola.Ho dovuto ricominciare.


È in quel preciso istante che è iniziata la trasformazione.


Perché ricominciare qualcosa dopo averla quasi completata non è normale.


Non è facile.Non è ovvio.Richiede onestà brutale con se stessi.Richiede una forma di integrità che non sapevo nemmeno di avere.



Il giorno in cui ho ricominciato è stato più importante del giorno in cui ho finito.


Da lì in avanti, tutto ha assunto un significato diverso.Non ero più nel programma: ero dentro un processo.Non stavo più facendo la challenge:


stavo cambiando identità.



I giorni del secondo ciclo, quelli che poi sono diventati i famosi 75 consecutivi, non li dimenticherò mai.Non perché siano stati tutti epici.Anzi: molti sono stati difficili, banali, stanchi, grigi. La differenza è che li ho fatti lo stesso.


C’erano mattine in cui mi svegliavo con il corpo indurito dagli allenamenti del giorno prima.Notti in cui uscivo dal lavoro stremato.Momenti in cui avrei voluto saltare solo un WOD, “tanto non cambia niente”.Ma cambia.Cambia tutto.Perché la disciplina vive nei millimetri, non nei chilometri.


Ho corso trail sotto la pioggia, in montagna, Sono andato all’alba sul fiume a immergermi nell’acqua gelata quando l’istinto mi spingeva verso il tepore del letto.Ho fatto Airofit tutti i giorni, come un monaco del respiro.Ho letto Steve Jobs, Warren Buffett, Mike Maric e Patrick McKeown mentre altri guardavano Netflix.Ho tenuto pulita l’alimentazione anche quando a casa c’era la mia famiglia con panini, patatine, birra e tentazioni.

Ho fatto front squat, back squat, deadlift, hip thrust, farmer carry.Ho lavorato sulla verticalità, sulle tenute, sulle trazioni, sulle flessioni zavorrate.Ho migliorato la tecnica della MTB, la resistenza del trail running, la tolleranza all’acido lattico, la respirazione diaframmatica, la gestione della CO₂.Ho fatto yoga, foam roller, mobilità, fitball lombari, sessioni di equilibrio su balance board, toe walk, heel walk, rinforzo caviglie e polsi.


cosa piu importante ho imparato a gestire e capire il mio corpo, non puoi spingere sempre, organizzavo gli allenamenti in modo intelligente con sessioni diverse e carico/scarico per non caricare il corpo di troppo lavoro


Ogni giorno due WOD.Ogni giorno disciplina alimentare.Ogni giorno idratazione.Ogni giorno lettura.Ogni giorno una versione migliore di me stesso.


La mia alimentazione è cambiata in modo radicale.


Non è più stata improvvisazione: è diventata strategia.

PowerNcake al mattino, yogurt greco 0%, gallette con crema arachidi, War Mode drink. Riso 100 g con curcuma e pepe.Pollo, arista, manzo, gamberetti, uova.Frutta secca pesata.Colazioni proteiche, prenanna perfetti. Il mio famoso Night Warrior Sleep Stack: pane integrale, marmellata, yogurt, semi, cacao, camomilla calda.


Ho imparato a usare i carboidrati come benzina, non come conforto.A calibrare le calorie in base al carico del giorno.A distinguere fame e voglia.A mantenere costanza anche quando la giornata era un casino.


Il sonno è diventato un rituale.


Power nap da 30 minuti dopo pranzo.Routine serale costante.Respirazione nasale prima di dormire.Camomilla, luce bassa, niente schermo.Recupero attivo quando lavoravo di notte: camminata, stretching, respirazione.


E poi c’è stata la parte mentale,


quella più complessa, più invisibile, più importante. La disciplina ha sostituito la motivazione. La coerenza ha sostituito l’ego.La programmazione ha sostituito l’improvvisazione.La calma ha sostituito l’impulsività.


Ho iniziato a vedere le giornate come pezzi di un puzzle più grande.


Ogni gesto era un investimento.Ogni scelta era un mattone.Ogni atto di disciplina era una dichiarazione:


“Io decido.”



Il giorno 75 è arrivato senza fatica o quasi..

Non c’è stato un senso di “finalmente”.C’è stato un senso di “giusto così”.


Perché ormai la sfida non era più il programma. La sfida ero io. Il programma era diventato parte della mia natura. La disciplina era diventata ciò che sono, non ciò che faccio.


E poi, guardando indietro, è arrivata la consapevolezza più grande:35 giorni del primo ciclo + 75 del secondo = 110 giorni totali.

Centodieci giorni in cui non sono mai scappato da me stesso.Centodieci giorni in cui ho dimostrato, prima a me e poi al mondo, che quando dici “adesso basta”, la tua vita cambia davvero.Centodieci giorni in cui sono diventato un’altra persona.


Non un’altra persona “fisicamente”.Un’altra persona “mentalmente”.Una persona che non torna più indietro.Una persona che quando si guarda allo specchio non vede più esitazioni, scuse, compromessi.


Vede disciplina.Coerenza.Identità.


Non sto più facendo il 75 Hard. Io sono diventato il tipo di uomo che finisce ciò che inizia.


il tipo di uomo che non ha bisogno di motivazione per fare ciò che va fatto. Il tipo di uomo che entra nei 40 come una forza della natura, non come un ripiego.


La verità è semplice:


non è più una challenge.


È la mia vita.


La mia identità.


Il mio modo di essere.



E adesso che ho attraversato questi 110 giorni, so una cosa con assoluta certezza:



Non



tornerò



mai più



indietro.




Se sei arrivato fin qui, è perché qualcosa dentro di te si è acceso. Non serve chiedermi cosa ti ha colpito o se questa sfida sia giusta per te. Se lo vuoi davvero, lo sai già.

La 75 Hard non è un gioco. Non è un programma per dimagrire. Non è una moda. È una scelta di identità. È guardarti allo specchio e smettere di raccontarti storie. È diventare l’uomo che avevi promesso di diventare anni fa.


Ora tocca a te.

Se vuoi farlo davvero, hai due strade:

  1. Inizi oggi. E non guardi più indietro.

  2. Oppure chiudi questa pagina e continui a vivere come prima.

Non esistono vie di mezzo.

Se scegli la prima strada, scrivimi. Raccontami dove sei, chi sei, cosa vuoi diventare. Non per farti i complimenti, ma per metterti davanti un piano brutale e reale.

Questo blog non è motivazione. È concretezza. È azione. È trasformazione.

Hai 75 giorni per riscrivere la tua identità.

Se vuoi essere seguito, allenato e guidato con un piano serio e personalizzato, ti basta fare il primo passo. Il resto lo facciamo insieme.

Puoi iniziare ora. Oppure non iniziare mai.







 
 
 

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