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COME sono diventato UN ATLETA




Non serve vincere le Olimpiadi per essere un atleta.

Non ti serve una medaglia, un contratto da sponsor, un personal trainer al seguito.

Per me, diventare un atleta è stato uno switch mentale.


Un momento preciso in cui ho deciso di smettere di raccontarmi scuse e iniziare a vivere con disciplina, dedizione e fame di migliorarmi ogni giorno.


Questa è la mia storia. Ma potrebbe essere anche la tua.



NON SEI PIGRO, SEI BLOCCATO


Per anni mi sono detto che non era il momento giusto. Che lavoravo troppo, che avevo un figlio, che i turni mi sfasavano, che mi mancava il tempo, l’energia, la motivazione.


La verità è che non mi mancava nulla. Mi mancava una decisione.


La decisione di svegliarmi presto, di allenarmi anche quando fa freddo, di curare quello che mangio anche quando tutti mangiano schifezze intorno a me.


E da lì, tutto è cambiato.




COSA SIGNIFICA ESSERE UN ATLETA?


Essere un atleta non significa solo allenarsi. Significa vivere con uno standard più alto.

– Significa organizzare la giornata in funzione del tuo obiettivo.– Significa dormire quando tutti stanno scrollando TikTok.– Significa dire “no” a ciò che ti indebolisce, e “sì” a ciò che ti costruisce. Significa smettere di lamentarsi e iniziare a fare.

Essere un atleta non è un hobby. È una scelta. È una identità.



IL MIO SPORT: L’ENDURO MTB


Io ho scelto la mountain bike, in particolare l’enduro. Una disciplina che non perdona. Se vuoi arrivare pronto alle gare, devi allenare tutto: gambe, cuore, tecnica, testa.

Mi alleno su percorsi tecnici, salite ripide, discese tecniche ma non solo: faccio HIIT, esercizi di forza, mobilità, respirazione, stretching, lavoro di core.

Tutto ciò che può darmi un vantaggio anche solo del 2% in gara… lo faccio.

Perché quando sei lì, su una Speciale, e il cuore ti esplode in gola, capisci che ogni singolo allenamento ha avuto un senso.




DISCIPLINA: L’UNICA VERA MOTIVAZIONE


Tutti parlano di motivazione.


Ma la motivazione è una cazzata.


È una botta di entusiasmo che dura mezz’ora.


Poi sparisce.


La disciplina, invece,


ti salva il culo nei giorni no.


Ti fa svegliare alle 5 anche se sei stanco.


Ti fa scegliere i broccoli invece della pizza.


Ti fa fare stretching anche quando vorresti solo buttarti sul divano.


Io non ho sempre voglia.


Spesso non ce l’ho.


Ma lo faccio lo stesso.


Ed è lì che vinco.




L’ALIMENTAZIONE: MANGIARE PER

PERFORMARE


Non mangio per dimagrire. Mangio per essere pronto, scattante, resistente.


  • Le proteine ricostruiscono.

  • I carboidrati giusti danno energia.

  • I grassi sani regolano gli ormoni.

  • Gli integratori supportano.

  • L’acqua (tanta) depura, il mio tè energizzante (il War Mode) ti da carica,

  • niente alcol e cibi spazzatura che ti buttano giu.


Non peso tutto, ma conosco il mio corpo. So cosa mi appesantisce, so cosa mi dà energia.

E non mi faccio fregare da pubblicità o diete modaiole.


Ogni giorno è un test.

Ogni piatto è un investimento sulla performance di domani.



IL SONNO È SACRO


Chi dorme poco non è un eroe.

È un coglione che non recupera.

Io ho imparato a difendere il mio sonno come difenderei il mio allenamento.

Evito luci blu la sera. Respiro lento prima di dormire. Tengo un ritmo anche durante i turni. Se posso, faccio un power nap. E appena posso, vado a letto prima, anche se gli altri stanno guardando Netflix.


Perché se vuoi diventare un atleta, il recupero è parte dell’allenamento.




ALLENARSI BENE, NON ALLENARSI A CASO


Non basta “allenarsi tanto”. Serve allenarsi bene.

Il mio approccio è ibrido. Ogni settimana alleno:

– Forza (upper/lower)– Cardio (camminate, corsa, bici)– Resistenza (circuiti e salite in MTB)– Mobilità e respirazione– Recupero attivo (stretching, yoga, camminate lente)– Tecnica di guida in bici (trail, salti, discese)– Esplosività (pliometria e sprint)


Mi alleno anche 2 volte al giorno, ma sempre ascoltando il corpo.Uso l’HRV per monitorare il recupero, e so quando è il momento di spingere o di scaricare.


L’obiettivo? Arrivare in gara affilato come una lama.




QUANDO LA VITA È PIENA E NON HAI TEMPO


Non sono un influencer. Non vivo in palestra.

Lavoro a turni. Lavoro come freelance, Ho un figlio. Ho una casa, un gatto, mille cose da fare.

Eppure mi alleno.Eppure seguo la dieta. Eppure tengo il focus.


Come faccio?


Mi organizzo.

Pianifico i pasti,

preparo in anticipo.

Incastro gli allenamenti

anche in 30 minuti liberi.

Mi sveglio prima o mi alleno dopo il lavoro.

Dico “no” a ciò che mi toglie energia (social, distrazioni, cibo spazzatura).

Tengo un diario.

Scrivo i progressi, i fallimenti, i feedback.

Non è sempre perfetto. Ma è coerente.



PERCHÉ LO FACCIO?


Perché voglio vivere con energia, forza, lucidità.

Perché non voglio arrivare a 50 anni molle, stanco, pieno di dolori.

Perché voglio essere un esempio per mio figlio.

Perché ogni giorno che mi alleno, mi sveglio presto, mangio bene, respiro profondo…mi avvicino a ciò che voglio diventare.

E ogni giorno in cui cedo alla pigrizia, all’indisciplina, alle scuse…mi allontano.

La scelta è mia. Ogni singolo giorno.




DIVENTARE UN ATLETA È UNA SCELTA DI VITA


Non servono superpoteri.Non serve un fisico perfetto.Non serve nemmeno essere il migliore.


Serve solo una cosa: la voglia di migliorarsi, ogni maledetto giorno.


Se stai leggendo fin qui, forse lo senti anche tu, quel fuoco.


Quel “basta” detto a voce bassa.


Quella voglia di riprendere il controllo.


Quella fame di riscatto.


Allora ascoltala.


Spegni le distrazioni.


Allenati.


Nutriti.


Dormi.


Organizzati.


E ripeti.


Non per essere perfetto.


Ma per diventare l’atleta che sei destinato a diventare.


Se vuoi il mio aiuto sono qui, contattami. Per te, per me, insieme a te.


 
 
 

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