Come ti preparo una gara Enduro MTB
- Manoni Cristian

- 14 apr
- Tempo di lettura: 7 min
Come mi sto preparando davvero, la mia esperienza e perché prima non capivo niente
Ci sono momenti in cui ti guardi indietro e capisci una cosa semplice ma potente: non è che non avevi talento, è che non avevi metodo.
Dieci anni fa facevo downhill, andavo forte, avevo istinto, adrenalina, ignoranza pura… ma non capivo un cazzo. Fumavo, mangiavo male, zero struttura, zero programmazione. Pensavo bastasse buttarsi giù per un trail e tirare. E invece no, Il talento, se non lo alleni, svanisce. Si spegne piano piano.
Oggi è diverso. Sono due anni che ho smesso di fumare, ho cambiato completamente approccio, e soprattutto ho iniziato a costruire un sistema. Un sistema che tiene insieme allenamento, alimentazione, recupero, respirazione e mentalità.
E questa è la vera differenza.

Identità prima di tutto
Prima ancora di parlare di allenamenti, devi capire chi sei.
Non sei uno che “va in bici ogni tanto”.
Se vuoi competere, devi diventare un rider.
Un rider allena il corpo anche quando non è sulla bici.
Un rider mangia per performare, non per riempirsi.
Un rider recupera, respira, pianifica.
È un’identità, non un hobby.
Le basi: cosa serve davvero per l’enduro
L’enduro non è solo discesa. È uno sport ibrido, proprio come me. Hai bisogno di:
resistenza per i trasferimenti
forza per controllare la bici
tecnica per le speciali
lucidità mentale per non sbagliare
Se ti manca anche solo uno di questi elementi, in gara lo paghi.
Periodizzazione: come organizzo l’anno
Non puoi allenarti sempre uguale. Devi costruire.
Fase
Durata
Obiettivo
Allenamenti principali
Base
3-4 mesi Resistenza aerobica MTB Z2, trail run, nuoto
Costruzione
6-8 settimane
Forza e controllo Core, calisthenics, tecnica
Specifico gara
4-6 settimanePerformance, Discese, simulazioni gara
Gare
stagione Mantenimento Volume ridotto + qualità
Recupero
2-3 settimane Rigenerazione Camminate, mobilità
Qui fai la differenza tra uno che improvvisa e uno che costruisce.

Settimana tipo: la struttura reale
Questa è una settimana che funziona. Non perfetta, ma reale.
Lunedì Yoga + mobilità Recupero
Martedì Tecnica MTB Controllo bici
Mercoledì Trail run Resistenza
Giovedì Nuoto / respirazione Recupero attivo
Venerdì MTB lunga Volume
Sabato Simulazione gara Specificità
Domenica Camminata + reset Rigenerazione
Io lavoro su turni, quindi la adatto.
Ma la struttura resta. Sempre.
Alimentazione: la vera arma nascosta
Qui la maggior parte sbaglia.
Io per anni ho mangiato a caso. Ora invece mangio in funzione di quello che devo fare.
Strategia semplice... In base al tipo di giornata gestisco i carboidrati
Obiettivo:
Allenamento intenso o Doppio allenamento
Carbo Molto alti
Recupero e Scarico
Low carb
Definizione
Gara
Moderati + snack
Stabilità
Esempio reale
Giorno carico → pane, frutta, miele, riso
Giorno scarico → proteine, verdure, grassi buoni
Gara → datteri, banana, barrette
Semplice. Ma fatto bene.
Allenamento: non serve distruggersi
Errore classico: allenarsi sempre al massimo.
Io ho capito una cosa: devi arrivare alla gara carico, non distrutto.
Blocco 8 settimane pre gara
Settimana 1 Base medio
2 Volume medio-alto
3 Tecnica alto
4 Scarico basso
5 Intensità medio-alto
6 Tecnica gara alto
7 Simulazione alto
8 Scarico basso
Questa è la differenza tra arrivare pronto o arrivare cotto.
Recupero: il vero upgrade
Quello che mi ha fatto cambiare livello non è stato allenarmi di più. È stato recuperare meglio. camminate nel bosco, bagno nel fiume, sole, respirazione, sonno...Quando tutto il mondo va veloce, io rallento.
E lì cresco davvero.
Respirazione: il dettaglio che cambia tutto
Uso:
Wim Hof
Oxygen Advantage
Airofit
Perché?
Perché quando sei in gara e il cuore è a mille, se non controlli il respiro… perdi lucidità.
E nell’enduro la lucidità è tutto.
Mindset: il cambio che mi ha sbloccato
Prima volevo vincere.
Se non vincevo → delusione.
Adesso no.
Adesso entro in gara con un’altra mentalità:
Do il massimo che posso dare. Punto.
E succede una cosa assurda…
vai meglio.
Perché allenarti davvero
Non è solo per la gara.
È per diventare uno che: mantiene le promesse
cresce, costruisce ,non molla
È un processo. È un viaggio
E la gara è solo una conseguenza.
Come ho preparato la prima gara della stagione
Come arrivare pronto alla prima gara dell’anno? (senza raccontarti cazzate)
La verità è che la prima gara dell’anno non si vince.
Si costruisce.
È lì che capisci chi sei davvero.
Non quando tutto gira, non quando sei fresco, non quando hai dormito 9 ore perfette.
Ma quando sei rigido, un po’ scarico, con ancora addosso l’inverno… e devi comunque andare forte.
L’enduro non perdona.
E la preparazione non è solo “allenarsi di più”.
È incastrare allenamento, alimentazione, sonno, testa e gestione. Se sbagli anche solo uno di questi, lo paghi in PS3.
Sempre.
Questo articolo è quello che avrei voluto leggere anni fa.
Niente teoria da libro. Solo roba reale, da chi ci è passato.
La preparazione invernale: dove si crea il motore. L’inverno è silenzioso. Non ci sono gare, non c’è adrenalina, non ci sono numeri da pubblicare. Ed è proprio lì che si costruisce tutto.
La maggior parte degli amatori sbaglia qui:
si allena “a caso”, esce quando capita, senza struttura.
Risultato?
Arriva a marzo con gambe vuote e schiena bloccata.
Se vuoi arrivare pronto alla prima gara, devi lavorare su tre pilastri.
1. Base aerobica (la vera arma segreta)
La gente sottovaluta la zona 2.
Perché è noiosa.
Perché non ti senti un eroe.
Ma è quella che ti salva in gara.
Uscite lunghe, ritmo controllato, respirazione stabile.
Devi costruire un motore che non si spegne.
Perché in enduro non fai solo discesa.
Fai trasferimenti lunghi, ripetuti, con fatica accumulata.
E se arrivi alla PS già cotto… hai già perso.
2. Forza (quella che ti tiene in piedi)
Non serve diventare bodybuilder serve diventare solido.
Gambe, core, schiena.
Movimenti chiave:
Squat
Affondi
Deadlift
Hip thrust
E poi lavoro funzionale:
Core anti-rotazione
Stabilità
Equilibrio
Perché la bici si muove. Sempre.
E tu devi restare stabile quando tutto vibra.
3. Mobilità (la differenza tra spingere e bloccarsi)
La lombare non mente.
Se la trascuri, ti presenta il conto.
Yoga, mobilità, respirazione.
Non è roba “soft”.
È quello che ti permette di: muoverti fluido scaricare tensione evitare blocchi
E soprattutto: guidare rilassato quando gli altri sono rigidi.

Allenamento specifico: trasformare il motore in velocità
Arriva un momento in cui devi smettere di “costruire”
e iniziare a trasformare.
Qui entrano in gioco: lavori di agilità , scatti , simulazioni gara
Spinning e lavori neuromuscolari..Non serve sempre uscire in MTB. Lo spinning fatto bene è una bomba.
Alta cadenza, controllo, precisione.
Allenamenti tipo:
10’ attivazione
blocchi a 95–110 rpm
scatti brevi 10–15”
Questo allena il sistema nervoso.
E quando serve accelerare in PS… rispondi.
Simulazioni gara
Qui si cresce davvero.
Sessioni dove:
fai salita → discesa → recupero → ripeti
gestisci fatica reale
impari a “resettare” la testa
Perché la gara è questo: partire più volte, ogni volta diverso.
Alimentazione: la tua benzina (senza filosofia inutile)
Qui voglio essere diretto.
Se mangi male, vai piano.
Fine.
In inverno puoi stare leggermente più “tranquillo”, ma non troppo.
Devi: sostenere gli allenamenti
recuperare bene
non ingrassare a caso
Carboidrati presenti, proteine alte, grassi controllati.
Avvicinamento gara
Qui cambia tutto.
Devi iniziare a ragionare da atleta.
Strategia semplice ma efficace:
Giorni normali → carbo moderati
Giorni intensi → carbo alti
Ultimi giorni → carico mirato
Alimenti chiave:
Riso
Pasta
Pane bianco
Banane
Datteri
Stop agli esperimenti strani.
La gara non è il momento per testare.
Giorno gara: niente errori
Colazione semplice, digeribile.
Tipo:
pancake proteico
yogurt
caffè
Durante la gara:
gel
banana
sali
Mangia prima di avere fame. Bevi prima di avere sete.
Idratazione: sottovalutata da tutti
Errore classico: bere poco.
In gara perdi liquidi anche quando non te ne accorgi.
Soluzione:
acqua + sali bevande con carbo
Devi arrivare alla PS lucido, non svuotato.
Sonno: il vero doping legale
Puoi allenarti perfetto.
Mangiare perfetto.
Ma se dormi male… sei finito.
Durante la preparazione
Punta a:
7–8 ore reali
routine stabile
meno schermi la sera
Settimana gara
Qui devi essere chirurgico.
Non fare il fenomeno.
Non cambiare abitudini.
Se dormi male la notte prima, non è un problema.
Il lavoro è già fatto.
Recupero: quello che ti fa migliorare davvero
Allenarsi è facile.
Recuperare bene è da pochi.
Strumenti: mobilità foam roller docce fredde respirazione
E soprattutto: giorni di scarico veri
Non sei debole se recuperi.
Sei intelligente.
La testa: la differenza tra uno che parte e uno che performa
Qui si decide tutto.
Il problema più grande: il rumore
Pensieri, aspettative, paura.
Ti consumano energia.
E quando arrivi alla PS… sei già stanco mentalmente.
La soluzione: semplicità
Un mantra.
Uno.
Tipo:
guarda avanti
lascia scorrere
fidati
Basta.
Gestione imprevisti
Foratura?
Freddo?
Crampi?
Non reagire.
Agisci.
Chi spreca energia emotiva… perde.
La prima gara dell’anno: cosa aspettarti davvero
Non sarai perfetto.
Avrai: rigidità, errori , momenti di calo
Ed è normale.
La prima gara serve a: capire dove lavorare, prendere ritmo , entrare nel campionato
Errori che devi evitare
Te li dico chiari.
1. Allenarti troppo vicino alla gara
Arrivi scarico.
Non più forte.
2. Cambiare alimentazione all’ultimo
Errore da principiante.
3. Sopravvalutarti
La gara ti ridimensiona sempre.
4. Farti mangiare dalla testa
Il nemico sei tu.
Strategia finale: come arrivare davvero pronto
Riassunto semplice:
inverno → costruisci
pre gara → affina
settimana gara → scarica
gara → esegui
Senza cercare il colpo di genio.
La verità che nessuno ti dice

Non esiste la preparazione perfetta.
Esiste:
quanto sei disposto a fare quando non hai voglia.
Ti alleni dopo lavoro.
Ti alleni quando sei stanco.
Ti alleni quando fuori fa freddo.
E poi arriva quel giorno.
Casco allacciato.
Countdown.
Silenzio.
E lì capisci.
Che tutto quello che hai fatto…non era per vincere.
Era per diventare uno che può stare lì.
L’enduro non è solo uno sport.
È un processo.
Ti mette davanti a te stesso.
E ogni gara ti lascia qualcosa:
esperienza
errori
crescita
La prima gara dell’anno non è un punto di arrivo.
È l’inizio.
Se vuoi davvero migliorare, smetti di cercare il programma perfetto.
Inizia a costruire il tuo.
E soprattutto:
presentati alla partenza pronto a dare tutto.
Sempre.
Full gas.
Vuoi il mio metodo?
Se sei arrivato fin qui, una cosa è chiara:
vuoi fare sul serio.
Io lavoro solo con chi è disposto a mettersi in gioco davvero.
Iniziamo semplice:
7 giorni insieme serve per capire se sei pronto.
Poi, se vuoi continuare, entri nel percorso completo.
Scrivimi.
E iniziamo.






















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